LLHT è l’acronimo dell’ispirazione che ha originato il blog: Low Living High Thinking è l’espressione che, attribuita a H. D. Thoreau, ne sintetizza l’intera filosofia trascendentalista.

Credo che questa espressione abbia la fortuna di parlare da sola, poiché nelle sue quattro parole sono perfettamente incastonati i due più importanti precetti che questa difficile congiuntura storica, economica e sociale ci suggerisce di applicare: vivere basso e pensare alto, vivere cioè più vicino al suolo e lasciare la testa libera di esprimersi ai massimi livelli, decolonizzando l’immaginario dominante e – perché no? – architettandone uno nuovo.

Personalmente, non credo nelle molteplici e policrome manifestazioni dell’io. Non credo nella forma a sostegno della sostanza. Non credo nell’esteriorità. Non credo nella fama. Non credo in tutto ciò che è effimero, il ché equivale a dire – più o meno – che credo in pochissime cose al di fuori… del legno e della pietra.

Nel quinto Vangelo (apocrifo), San Tommaso attribuisce a Gesù questo monito:

Il Regno di Dio è dentro di te e tutto intorno a te, non in templi di pietra e legno. Spacca un pezzo di legno ed io ci sarò, solleva una pietra e mi troverai. Colui che penetra il senso di queste parole, non assaporerà la morte.

L’attuale modello di vita occidentale, una sabbia mobile in cui stiamo inconsciamente sprofondando da oltre due secoli, ci ha invece abituati a frequentare sempre più spesso il tempio, frantumando il sacrosanto concetto greco di “limite” e consentendoci così di non rinunciare più a nulla: ogni traguardo dev’essere raggiunto (possibilmente in fretta), per fare posto a quello successivo. Senza soluzione di continuità. A qualsiasi prezzo.

Partendo da questa semplice ma dirompente constatazione, si comprende meglio la mission di questo progetto:

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Un miglioramento dunque per se stessi, ma anche, indirettamente, per il contesto in cui si vive. Obiettivo ambizioso e, per giunta, già sentito? Indubbiamente! Ma tanti strumenti formano un’orchestra. E io, prima o poi, questa sinfonia voglio sentirla!

Ho la profonda convinzione che i “grimaldelli” necessari a scardinare certe dannosissime prassi vadano ricercati nel campo della Decrescita e, più in generale, in un approccio alla vita guidato da un consapevole ridimensionamento degli obiettivi o, come qualcuno più sinteticamente lo definisce, al downshifting. Mi riferisco, in altri termini, alla volontaria determinazione ad infrangere almeno uno dei tre anelli che compongono il micidiale circolo vizioso Lavoro ► Produco ► Consumo, che costituisce la vera prigione della modernità. Ci tengo inoltre a precisare una cosa (che risulterà superflua a chi proseguirà nel blog): di queste teorie più economiche che sociali, non sono un seguace dell’ultima ora. Ho fatto scelte, perfettamente coerenti con esse, già nel 2004. Quando cioè di downshifting non parlava nessuno e il termine decrescita passava per un refuso ortografico. A dirla tutta, all’epoca erano termini sconosciuti anche per me! Ma sono poi stato felicemente sorpreso nel constatare come, nel mio piccolo, ne fossi stato un ignaro precursore…

Progressivamente, affiderò al blog riflessioni e testimonianze di come sia arrivato a pensarla così proprio io, persona nata e cresciuta nella culla ovattata del liberismo economico più sfrenato, persona educata ed istruita – peraltro con eccellenti risultati – a credere nel potere demiurgico di concetti salvifici quali “merito”, “impegno”, “giustizia sociale” ed altre amenità del genere, puntualmente cadute una dopo l’altra sotto i nostri occhi (e senza alcun rumore) come tessere imperfette di un domino sterminato.

Non sarà comunque il luogo del rimpianto, questo. Tantomeno quello delle lamentele. LLHT sarà piuttosto il luogo della progettualità e della condivisione, cioè un think-net che, tramite la revisione critica del ruolo del consumismo e la testimonianza attiva del suo autore (e di chi vorrà collaborare), cercherà con la massima autorevolezza possibile di mettere due discipline come l’Economia e la Sociologia al servizio del dibattito sulla Decrescita, che non va intesa come un insieme di prassi regressive o rinunciatarie, ma al contrario come la linea-guida di uno stile di vita ispirato a valori autentici e, per questo, salvifici. Essendo infatti purtroppo persuaso che, per ancora troppi di noi, questo vocabolo sia evocativo soltanto di scenari foschi e neopauperistici, intendo mettere le mie conoscenze ed esperienze a disposizione di una interpretazione qualificata e nobilitante di una prospettiva esistenziale che sia più attenta a quello che realmente siamo e meno schiava di come questa società vorrebbe che fossimo.

Strozzi AndreaA questo punto, vi racconto qualcosa di me. Mi chiamo Andrea, sono nato nel 1974, vivo con mia moglie in Emilia-Romagna e sono contattabile all’indirizzo andrea.strozzi@llht.org. Chi mi conosce è unanime nel considerarmi una persona estremamente semplice e conviviale. Il mio auspicio, nella mia prima comparsa sul web, è quello di creare un ambiente che sia il più possibile autentico e… alieno da rapporti occasionali, diciamo così. In altri termini: chi arriva in questo posto, vorrei che lo facesse perché – avendone in qualche modo ricevuto notizia – lo ha cercato, lo ha trovato, gli è piaciuto e vi si è soffermato. E non perché sia stato involontariamente attraversato dall’indistinto sciame digitale del web. Per saperne comunque di più su di me, potete dare un occhio alla mia breve biografia su LLHT o, se avete cinque minuti in più, leggere la mia intervista al quotidiano “il Cambiamento”, in cui vengono anche illustrate le linee-guida del progetto.

Infine, vorrei fare pubblicamente due ringraziamenti:

il primo, a tutte le persone e/o associazioni che si stanno iscrivendo e si iscriveranno a LLHT: vedere in quanti ne stiate spontaneamente condividendo lo spirito – credetemi – è davvero… emozionante (non trovo aggettivi più adeguati);
il secondo, a Simone Perotti e Paolo Ermani, emblemi del downshifting in Italia e persone per cui nutro da anni una stima incondizionata (non foss’altro per l’indiscussa utilità sociale che il loro ruolo, anche solo simbolicamente, ricopre), il primo dei quali, intercettando sul suo blog il “neonato” LLHT, ne ha subito invitato i lettori a frequentarlo: grazie Simone, maggiore iniezione di fiducia non avrei potuto ricevere!

Tratto da llht.org
llht

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