Credo che una società sportiva territoriale possa fare marketing se prima di tutto ha cura dei suoi fattori principali di crescita, delle attività capaci di incidere profondamente sul modello di società sportiva e conseguentemente sulla reale possibilità per essa di diventare un soggetto assolutamente trasversale e sussidiaria alla comunità locale in cui agisce.

Per ordine non troppo sparso, dunque la società ha come obiettivi principali quelli di:
• offrire ai propri soci-famiglie un prodotto di sempre crescente qualità non necessariamente agonistica, ma educativa;
• aumentare la quantità dei partecipanti alle attività;
• armonizzare le attività dei tecnici rispetto agli obiettivi societari (non solo agonistici);
• fissare le regole della società verso se stessa e i partecipanti, famiglie comprese;
• creare entusiasmo, passione, senso di appartenenza in tutte le componenti;
• mettere a disposizione delle famiglie nuove offerte di attività (tornei, gite, doposcuola, feste) per condividere percorsi di socialità diffusa;
• informare in modo costante le famiglie e la collettività tutta delle attività portate avanti e del senso delle attività, attraverso mezzi classici (giornale, radio, etc… ) e i nuovi social media;
• creare momenti di confronto e partecipazione-formazione (parents school) per condividere le fasi e i percorsi di coeducazione dei giovani partecipanti e far percepire in modo deciso e coinvolgente le linee di crescita educativa, agonistica, umana e motoria dei ragazzi;
• darsi una programmazione efficace e un piano pluriennale di sviluppo;
• creare un ambiente motivante in cui tutti possano esprimersi. Insomma, 10 punti su cui ogni mese sistematicamente confrontarsi e di cui avere sempre prontezza per tenere la barca societaria verso lidi meno tempestosi di quelli attuali.

Il rispetto e lo sviluppo dei punti indicati e di quelli che ogni società fisserà come altrettanto prioritari consentirà di essere nelle condizioni di avere un’offerta di qualità per un numero sempre più crescente di partecipanti e di creare attraverso un utile circuito di comunicazione interna-esterna un consenso sia dei partecipanti sia delle famiglie sia della collettività locale ad un’attività educativa e capace però di essere competitiva con serenità.

Perchè poi il marketing?
Perchè oggi il marketing è la capacità di “dare di più a meno e meglio” e di creare un consenso sociale che di fatto porti le reti sociali patrimonio di ogni partecipante e dell’intera comunità di riferimento a essere PARTE DI UN PROGETTO SERIO E CREDI BIL E.

TROPPO COMPLICATO? No… IN REALTÀ È TUTTO MOLTO SEMPLICE E IN DIVERSE REALTÀ GIÀ AVVIENE in modo più o meno consapevole. Si tratta di insistere sul senso di esistere di una società sportiva, diventando una moderna impresa sociale capace di dare servizi di livello apprezzati ad un pubblico vasto e sempre più capace di capire il percorso intrapreso, condividendolo e sostenendolo.
In Italia vedo diverse realtà e l’Anderlini è tra le principali, capaci di essere già a questa altezza e di esempio per l‘intero panorama sportivo nazionale. Serve prendere coscienza, e tanta costanza per digerire e superare scogli di incomprensione e altopiani di indifferenza, ma il risultato alla fine è assicurato.

Pubblicato su Scuola di Pallavolo Anderlini News n.87/2014

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