Delibera CON I 1566/2016: quali conseguenze per associazioni e società sportive?
Come verificare di “essere in regola”?

La fine del 2016 ha innescato una bomba che è esplosa non appena gli operatori del settore sportivo sono venuti a conoscenza delle possibili implicazioni della delibera CONI 1566, a firma del Presidente Malagò e del Segretario Generale Fabbricini, della fine del dicembre scorso. Per tutti coloro che solo ora ne sentissero parlare (strano …) vediamo che è successo.

Preso atto del proliferarsi di discipline sportive (o presunte tali) che nel tempo hanno potuto beneficiare dell’iscrizione al CONI attraverso un Ente di Promozione Sportiva o una Federazione Sportiva Nazionale, e pertanto delle relative agevolazioni fiscali connesse a questo riconoscimento, il CONI ha giustamente, a parere di chi scrive, cercato di “stringere le maglie”, allo scopo di scremare gli “sport veri” da quelli che scientificamente avevano deciso di indossare l’abito sportivo al solo fine di godere delle agevolazioni di legge. L’intento è dunque evidentemente lodevole, perché troppo spesso avevamo dovuto assistere ad ASD/SSD “di comodo” il cui unico vero obiettivo era quello di poter compensare i propri collaboratori (magari anche “in barba” al divieto di distribuzione diretta/indiretta di utili …) in forza della famosa legge 342/2000 (recentemente oggetto di chiarimenti da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la sua circolare 1/2016), ma il risultato lascia (non poco) a desiderare … Già perché per 102 sport inseriti (che diventano 396 discipline sportive riconosciute dal CONI), ne potremmo citare altrettante (alcune delle quali ben più note di qualche disciplina sportiva “riconosciuta”) che non sono state degne di menzione (basti pensare al pilates, al crossfit, al krav maga, …). Se poi si legge che il CONI ha fissato al 1 marzo 2017 “il termine ultimo … per le attività di
bonifica conseguenti alla presente deliberazione, sulle attuali iscrizioni al Registro, dando mandato al Segretario Generale … di cancellare le iscrizioni non supportate dallo svolgimento delle discipline sportive in elenco“, i timori sull’effettiva portata della delibera aumentano esponenzialmente.

Di fronte a tutto questo gli Enti di Promozione non potevano restare indifferenti (e vogliamo credere non solo per interessi di bottega …), motivo per cui è stata richiesta una riunione urgente presso il CONI con la quale richiedere:
1. slittamento al 2018 del termine utile per l’entrata in vigore del nuovo sistema di Registro, con riassestamento delle discipline sportive dilettantistiche;
2. approvazione di un elenco di discipline sportive dilettantistiche di base che il Coordinamento ha presentato al Segretario Generale del CONI: tali discipline tengono conto delle istanze provenienti dalla base associativa;
3. creazione immediata di un tavolo tecnico permanente CONI/EPS, per lo studio e l’approfondimento della valenza delle nuove discipline sportive.

Alle proposte avanzate dal Coordinamento Nazionale degli Enti di Promozione Sportiva, rese note con il Comunicato stampa pubblicato in esito all’incontro dello scorso primo febbraio, la reazione del Segretario Generale Fabbricini è stata per così dire “tiepida”, rinviando eventuali modifiche “per una disamina complessiva della situazione”.

In attesa dunque di una comunicazione ufficiale che possa mettere la parola “fine” alla querelle su quali siano gli sport degni di riconoscimento e quali invece no, alcune domande ancora non trovano risposta:
tutti gli attestati/diplomi che i vari EPS/FSN (anche avvallati dal CONI) hanno concesso sino ad oggi per attività ritenute sportive ma che ora non lo sono più (?!), che valore avevano/avranno?
a che titolo il CONI, che ha concesso il riconoscimento ai fi i sportivi ad un Ente in quanto “unico organismo certificatore dell’effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche” può ex officio revocarne l’iscrizione? La cancellazione dal Registro CONI comporta la decadenza dalle agevolazioni fiscali da quel momento in avanti: e per le annualità precedenti…?

In ogni caso non è ancora il momento di disperare. Prendete il Vostro statuto: analizzatelo nel suo complesso (magari aiutandovi con questo nostro approfondimento) e soffermatevi sull’oggetto sociale (fi e ideale). Fatto? Bene. Se tra gli scopi ritrovate le discipline sportive già riconosciute dal CONI potete tirare un bel sospiro di sollievo; se invece non le ritrovate, in assenza di nuove ed ufficiali prese di posizione del CONI, l’unica possibilità per poter con ragione richiedere l’iscrizione al Registro (indispensabile per gli Enti Sportivi al fine di poter godere delle agevolazioni fiscali riservate al settore) è modificare lo statuto sociale della Vostra Associazione/Società Sportiva, ovviamente a condizione che le attività proposte dall’Ente siano effettivamente sportive, poichè diversamente “le chiacchiere stanno a zero”.

Per ulteriori richieste specifiche e/o di approfondimento, si precisa che il presente articolo è stato predisposto a cura di: Dott. Stefano Bertoletti e Dott. Alberto Gambone

In un mondo sempre più “social” MOVIDA resta al passo con i tempi, motivo per cui ci potete seguire su tutti i social network ad oggi maggiormente utilizzati. In particolare, accanto al sito web istituzionale www.movidastudio.it ed al blog di approfondimento www.tuttononprofit.com, potete trovaci su Facebook (con l’account Equipe Movida e la pagina Tutto Non Profit), su Twitter (con l’account @ EquipeMovida), su Google+ (con la pagina Tutto Non Profit) e su Linkedin (con l’account Equipe Movida).