Che lo sport abbia a che fare col benessere e la salute delle persone è un concetto acquisito e ampiamente condiviso, così come il fatto che sia un importante fattore di integrazione e di socializzazione. Dunque lo sport, e in senso più ampio l’attività motoria e fisico-sportiva, rientra appieno nell’area del Welfare e delle “politiche sociali”, e come tale dovrebbe rappresentare un asset strategico per molteplici Assessorati.
Numerose ricerche hanno, infatti, dimostrato quanto lo sport abbia importanti implicazioni benefiche per la salute fisica e mentale delle persone, contribuendo, di conseguenza, anche ad una riduzione della spesa sanitaria e assistenziale, che diminuisce proporzionalmente di fronte ad un aumento della pratica.
Come ha evidenziato il Libro Bianco del CONI 2012, infatti, il movimento (anche saltuario) contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita, mentre la scarsa attività fisica rappresenta una delle cause dell’insorgere di disturbi e malattie frequenti, quale il diabete e le malattie cardiovascolari.
Basti pensare che, in prospettiva, la diminuzione del solo 1% del tasso di sedentarietà in Italia (dall’attuale 40% al 39%, corrispondente a circa 515.000 persone) porterebbe un beneficio incrementale per lo stato nell’ordine di:
• 200 milioni di Euro annui, come risparmio sulla spesa (sanitaria e non)
• 4 miliardi di Euro annui, come valore della vita salvaguardato
Ciò significa, dunque, che una pratica sportiva svolta correttamente e con continuità (è però fondamentale il consulto con un medico che possa “prescrivere” il giusto apporto di esercizio fisico in relazione al livello di salute della persona) avrebbe esternalità positive misurabili e quantificabili nella produzione di risparmio sanitario sia per lo Stato che per le singole Regioni, potendo venire dunque considerata come una vera e propria terapia.
Anche la Commissione Europea si è dimostrata molto attenta al tema sport e salute e nel 2011 ha ribadito la necessità di continuare a lavorare all’elaborazione di orientamenti nazionali che favoriscano l’inserimento dell’attività fisica sia nei sistemi d’istruzione nazionali, sia nella vita quotidiana dei cittadini. Citando la stessa Commissione: «L’attività fisica è uno dei determinanti della salute più importanti nella società moderna e può dare un grande contributo alla riduzione del sovrappeso e dell’obesità e alla prevenzione di una serie di malattie gravi. Lo sport è una parte fondamentale di qualsiasi approccio alle politiche pubbliche mirante a migliorare l’attività fisica».
Per questo motivo appare sempre più fondamentale che, a partire dagli Enti Pubblici fino ad arrivare alle singole società sportive, si lavori per la creazione di progettualità che coniughino l’attività fisico motoria con la promozione di uno stile di vita attivo. Attività che non siano rivolte unicamente all’agonismo, ma che anzi operino per la promozione di percorsi che permettano a tutti gli individui di avvicinarsi allo sport e vivere l’emozione della pratica motoria unita alla consapevolezza di «farsi del bene».

di Roberto Lamborghini e Roberto Ghiretti

Pubblicato su Scuola di Pallavolo Anderlini News n.89/2015

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