Lo staff tecnico delle istruttrici del minivolley della S.di P. Anderlini ci faranno conoscere in queste pagine il loro metodo didattico-educativo con cui strutturano l’avviamento alla pallavolo.

La pallavolo non è sicuramente lo sport più semplice da proporre a bambini nella fascia tra i 6 e i 10 anni, poiché necessita di pre-requisiti che a questa età difficilmente si possiedono. Va anche detto che in questi ultimi dieci anni assistiamo ad una sorta di involuzione delle capacità di movimento e i bambini che si presentano nelle nostre palestre sono sempre più deficitari dal punto di vista motorio. Le cause di questa minore conoscenza del proprio corpo e delle sue potenzialità sono attribuibili ad uno stile di vita abbastanza sedentario. I bambini passano gran parte del tempo libero davanti alla televisione o al computer;
sono venuti a mancare i giochi di cortile, le gare di abilità tra amici, la possibilità di esplorare la realtà col
proprio corpo imparando così a conoscersi meglio. Nei centri di avviamento sportivo il rapporto fra il tempo di allenamento e gli obiettivi da sviluppare è decisamente sfavorevole, date le due ore settimanali a disposizione, per cui è indispensabile utilizzare la palla il più possibile anche nella fase del riscaldamento. Nella organizzazione di una seduta di allenamento i primi 10/15 minuti verranno dedicati alla preparazione fisica, seguirà una fase tecnica 10/20 minuti e poi la fase di gioco. I tempi,
chiaramente, potranno essere variati a seconda dell’età dei fanciulli e degli obiettivi prefissati nel corso dell’anno. Il minivolley è un gioco di situazione, nel quale confluiscono e si amalgamano gli schemi motori statici e dinamici, le capacità condizionali e coordinative, gli aspetti della sfera cognitiva e quelli emozionali. Il riscaldamento deve mirare allo sviluppo della destrezza e delle abilità del bambino per aumentarne il bagaglio di esperienze motorie di base attraverso movimenti naturali (come correre, saltare, lanciare, afferrare) staffette, percorsi e giochi con e senza palla. Le attività devono essere praticate in forma ludica per la soddisfazione dei bisogni e delle motivazioni del bambino. Compito estremamente delicato, affidato alla sensibilità dell’allenatore, sostenere l’autostima del ragazzo senza alimentare in lui un’immagine di sé ideale o fantastica non rispondente alla realtà. Il bambino apprende attraverso il gioco e utilizza la tecnica come mezzo per superare le difficoltà. È importante variare spesso le proposte educative, utilizzare attrezzi di dimensioni e pesi diversi e ridurre al minimo i tempi morti e quindi le “file”. Una proposta interessante è rappresentata dal “circuit training” che per definizione consiste nel dislocare in una serie di stazioni che seguono un itinerario previsto, esercizi a tempo che possono contenere obiettivi fisici e/o tecnici. L’allenamento in circuito permette una buona organizzazione del tempo da parte dell’insegnante, garantisce ai bambini un alto numero di ripetizioni e li abitua ad essere onesti con se stessi, a valorizzare il livello delle proprie capacità e a valutarne i progressi nel tempo.

Esempio di allenamento in circuito

Stazione 1: palleggio di controllo più palleggio al muro.
Stazione 2: auto lancio e palleggio in salto oltre la rete per fare il centro nei cerchi posti a terra.
Stazione 3: bagher contro il muro.
Stazione 4: battuta dal basso oltre la rete per colpire attrezzi sparsi nel campo avversario.
Si lavora per tre minuti in ogni stazione, il recupero è incluso nella rotazione.

Oltre ai classici giochi di inseguimento, e a quelli popolari, più o meno strutturati, è utile quando possibile, provare a
riadattare gli stessi giochi alle esigenze tipiche della pallavolo. Vi riportiamo alcuni esempi dai quali prendere spunto.

1) Palla rilanciata in palleggio
Due squadre disposte nelle due metà campo, rete o elastico in mezzo, si gioca con due palle.
Scopo del gioco: inviare la palla in palleggio oltre la rete per cercare di farla cadere dentro il campo avversario; afferrare la palla al volo per non subire il punto. Si può giocare a tempo o a punti, e si possono utilizzare anche altri fondamentali.

2) Under Ball
Due squadre si affrontano nel campo da pallavolo diviso da un elastico posto a circa 50/70 cm da terra sopra la linea di metà campo. Si gioca con 2-3-4 palloni a seconda del numero dei bambini e delle loro abilità.
Scopo del gioco: lanciare le palle sotto il nastro per cercare di farle fuori-uscire dalla linea di fondo campo avversario.
I giocatori possono lanciare il pallone utilizzando solo le mani e bloccarli utilizzando tutto il corpo. Vince la squadra che per prima arriva a 15 punti (un punto ogni pallone oltre la linea di fondo campo). In questo gioco molto divertente e stimolante entrano in funzione la coordinazione oculo-manuale, la capacità di valutazione delle traiettorie, la forza e la visione di gioco.

3) Palla tra due fuochi
Due squadre disposte nelle due metà del campo di pallavolo senza rete.
Scopo del gioco: colpire l’avversario lanciando la palla. Chi viene colpito diventa prigioniero, deve portarsi dietro la linea di fondo campo avversario e da lì non può essere liberato ma se la palla arriva in prigione può servirsene per colpire gli avversari. È consigliato giocare preferibilmente con 2-3-4 palle anche variando le regole, con liberazione, con la possibilità di prendere la palla al volo o di rendere prigioniero chi l’ha lanciata ecc… . Vince la squadra che per prima riesce a far prigionieri tutti gli avversari oppure che nel tempo dato ha più prigionieri. Questo è probabilmente uno dei giochi più completi e più divertenti da proporre ai bambini di ogni età, sicuramente il più richiesto. Per adattarlo alle esigenze del Volley, che prevedono la necessità di cercare la palla e non quella di schivarla, da tanti anni propongo lo stesso gioco con la regola delle “mani neutre”.
Si può essere colpiti sia direttamente che di rimbalzo in tutto il corpo ad esclusione delle mani che di conseguenz possono servire per parare i colpi e/o per prendere la palla al volo. Anche in questo caso i bambini apprezzano molto questa variante, assumono una posizione di difesa a gambe semi-piegate con le mani pronte davanti ed imparano a prendere coraggio nell’affrontare la palla. Infine sta nella fantasia e al buon senso dell’istruttore sperimentare, inventare nuovi giochi o modificare quelli già provati.